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Psicologo, Psicoterapeuta o Mental Coach?

  • 18 set 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Spesso, quando si pensa allo psicologo, l'immagine che emerge è quella di una persona seduta su una poltrona ad ascoltare, pronta a dispensare consigli. Questa visione, per quanto diffusa, è parziale e non rende giustizia alla complessità e alla profondità del lavoro di uno psicologo psicoterapeuta. Ma cosa fa, realmente, questo professionista e in cosa si distingue da altre figure come lo psicologo "generico" o il mental coach?



Distinzioni Fondamentali: Psicoterapeuta, Psicologo e Mental Coach


Comprendere la differenza tra queste figure è cruciale per sapere a chi rivolgersi.


  • Lo Psicologo: È un professionista laureato in Psicologia e iscritto all'Albo degli Psicologi. Può fare diagnosi, consulenza psicologica, sostegno psicologico e attività di prevenzione. Il suo campo d'azione si concentra sul benessere psicologico e sulla gestione di difficoltà non strettamente patologiche, ma non può somministrare una psicoterapia strutturata per curare disturbi clinici.


  • Il Mental Coach (o Coach): Non è una figura sanitaria. Non ha una formazione universitaria in psicologia e non può fare diagnosi o trattare disturbi. Il suo lavoro si concentra sul raggiungimento di obiettivi specifici e misurabili in ambito professionale, sportivo o personale. Il coach lavora sul "qui e ora", orientato al futuro, senza esplorare il passato o le radici profonde delle difficoltà del cliente. Può aiutare a migliorare la performance o la motivazione, ma non è attrezzato per affrontare traumi o disagi emotivi profondi. Confondere il coaching con la psicoterapia può essere rischioso, soprattutto in presenza di sintomi clinicamente rilevanti.


  • Lo Psicologo Psicoterapeuta: È l'unica figura abilitata, in quanto psicologo con specializzazione quadriennale in psicoterapia con un modello specifico di riferimento, a fare diagnosi, sostegno, prevenzione e cura delle psicopatologie. Può quindi operare sull'intero spettro, dalla crescita personale al trattamento di disturbi clinici complessi. La sua formazione lo rende l'unico professionista in grado di lavorare sul passato, analizzare le dinamiche inconsce e affrontare la sofferenza psicologica in modo strutturato e scientificamente fondato.

    A differenza del "dare consigli", il lavoro del terapeuta si concentra sull'analisi, la comprensione e l'elaborazione dei processi mentali ed emotivi del paziente. L'obiettivo non è risolvere i problemi al posto dell'altro, ma fornire gli strumenti per farlo autonomamente. Il terapeuta agisce come una guida, accompagnando il paziente in un viaggio di auto-esplorazione. Attraverso un ascolto attivo e non giudicante, crea un "setting" terapeutico, ovvero uno spazio sicuro e protetto in cui la persona può esprimere liberamente i propri pensieri, paure e desideri. In questo contesto, il terapeuta aiuta a identificare e superare schemi disfunzionali, sviluppare nuove strategie e promuovere il benessere a lungo termine.

    La psicoterapia è la terapia elettiva per la cura di disturbi come:

    • Disturbi d'ansia: attacchi di panico, fobie specifiche, ansia generalizzata.

    • Disturbi dell'umore: depressione maggiore, disturbo bipolare.

    • Disturbi della personalità.

    • Disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia.

    • Disturbi post-traumatici da stress (PTSD).

    In questi casi, il terapeuta non si limita a un percorso di supporto, ma applica protocolli e tecniche specifiche, validate scientificamente, per trattare le radici del disturbo, ridurre i sintomi e permettere alla persona di recuperare la propria funzionalità quotidiana.


Un altro aspetto fondamentale è la relazione tra paziente e terapeuta.

L'efficacia della terapia non dipende solo dalla tecnica utilizzata, ma in gran parte dalla qualità del rapporto di fiducia che si instaura. Questo "patto terapeutico" (o alleanza di lavoro) è ciò che permette al paziente di sentirsi al sicuro e di affrontare temi delicati senza timore di giudizio.



La Durata e la Frequenza delle Sedute


Molte persone si chiedono quanto duri un percorso di psicoterapia. È utile precisare che non esiste una risposta unica, ma che la durata e la frequenza delle sedute dipendono da vari fattori, come:

  1. La gravità del problema.

  2. Gli obiettivi terapeutici.

  3. La specifica corrente di psicoterapia.

Sottolineare che la psicoterapia non è una soluzione rapida, ma un processo graduale che richiede impegno e costanza, può aiutare a gestire le aspettative del lettore.



Il Segreto Professionale: la pietra angolare della Fiducia


Il segreto professionale è il fondamento etico e legale su cui si basa ogni relazione terapeutica. Rappresenta la garanzia che tutto ciò che viene discusso tra paziente e terapeuta rimarrà strettamente confidenziale.

Cos'è e perché è così importante? Il segreto professionale non è solo una regola etica, ma un obbligo sancito per legge, regolato dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, art 11. La sua importanza è duplice:

  1. Creare uno spazio sicuro: Sapere che ogni parola, ogni pensiero e ogni emozione rimarranno all'interno di quella stanza (virtuale o fisica) permette al paziente di sentirsi al sicuro, libero di aprirsi senza il timore di essere giudicato o che le informazioni vengano divulgate.

  2. Permettere l'esplorazione profonda: Senza questa garanzia, sarebbe impossibile per una persona affrontare temi delicati, traumi o pensieri intimi. Il segreto professionale è il presupposto per un'esplorazione autentica e profonda della propria psiche.


Eccezioni al Segreto: È importante essere chiari anche sulle rare eccezioni. Il segreto può essere infranto solo in casi eccezionali, come quando vi è un grave e imminente pericolo di vita o di danno grave per il paziente o per terzi. In queste situazioni, il professionista è tenuto a intervenire per prevenire un danno irreparabile, ma lo fa sempre con il massimo della cautela e nel rispetto del principio di protezione della vita umana.



Il primo colloquio: un ponte verso il Cambiamento


Il primo colloquio non è l'inizio della terapia vera e propria, ma un momento esplorativo fondamentale, un incontro cruciale che getta le basi per un possibile percorso futuro.



  • Cosa succede in questo primo incontro? L'obiettivo principale è conoscersi. Il paziente ha l'opportunità di presentare le ragioni che lo hanno spinto a chiedere aiuto, i suoi disagi, i suoi obiettivi e le sue aspettative. Il terapeuta, dal canto suo, ascolta attivamente, pone domande per inquadrare la situazione e valuta se le richieste sono compatibili con le proprie competenze professionali.


  • Cosa aspettarsi? Il primo colloquio non è un giudizio, ma un'analisi. Non c'è un modo "giusto" o "sbagliato" di presentarsi. Il terapeuta cercherà di capire:

    1. La "domanda" del paziente: Cosa lo ha portato fin lì? C'è una sofferenza specifica o un desiderio di crescita?

    2. La storia personale: Verranno poste domande sulle esperienze di vita, la famiglia, le relazioni, il lavoro.

    3. Le aspettative: Cosa si aspetta il paziente dal percorso? Cerca una soluzione rapida o è consapevole che si tratta di un processo graduale?


  • E se non scatta la "scintilla"? È fondamentale sottolineare che il primo colloquio non è vincolante. Se non si instaura un'alleanza di lavoro, se la sensazione non è quella giusta o se il professionista ritiene di non essere la persona adatta per quel tipo di problematica, è prassi consigliare altri colleghi. La scelta del terapeuta è personale e la relazione di fiducia è il primo e più importante passo verso la guarigione e il benessere.



Un Modello di Psicoterapia: La PNLt


Tra i diversi modelli teorici, la Programmazione Neuro-Linguistica Terapeutica (PNLt) si distingue come una corrente che integra i principi della PNL con un approccio clinico e terapeutico. La PNL è nata negli anni '70 dall'osservazione di terapisti di successo, tra cui il grande Milton Erickson, e si basa sull'idea che il nostro modo di pensare ("neuro"), il nostro linguaggio ("linguistico") e i nostri schemi di comportamento ("programmazione") possano essere analizzati e modificati per raggiungere obiettivi specifici. A differenza della PNL utilizzata nel coaching, la PNLt è un modello di psicoterapia riconosciuto in Italia e si applica alla cura dei disturbi. L'obiettivo non è solo migliorare le performance, ma affrontare le radici dei problemi, superare traumi, gestire l'ansia e la depressione, lavorando sulla riorganizzazione dei processi cognitivi ed emotivi del paziente.



La salute mentale è una cosa seria. Affidati a un professionista specializzato.






Dott. Arcangelo Tavarilli

Psicologo Clinico - 3282432181

 
 
 

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