EMDR: un percorso per elaborare le difficoltà e ritrovare il benessere
- 22 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ti sei mai chiesto cosa succede nella tua mente quando vivi un evento, che sia bello o difficile?
È un processo affascinante e complesso, che coinvolge diverse aree del cervello in una sorta di "catena di montaggio" neurale.
Dal Sentire al Consolidare: il percorso di un ricordo
Immagina un'esperienza che stai vivendo. La prima reazione, istintiva ed emotiva, parte dal sistema rettiliano, la parte più antica e primitiva del nostro cervello. Qui nascono le emozioni primarie come paura, rabbia o gioia intensa.

Da qui, l'informazione viaggia verso il sistema limbico, il nostro centro emotivo. Il sistema limbico non solo elabora queste emozioni, ma è anche cruciale per la memoria e l'apprendimento. Ha la capacità di influenzare il sistema nervoso simpatico, che ci prepara all'azione (ad esempio, aumentando il battito cardiaco). Se tutto procede senza intoppi, dopo un'attenta elaborazione, l'informazione viene inviata alla corteccia cerebrale, la parte più evoluta del cervello, dove il ricordo viene archiviato in modo stabile attraverso un processo chiamato sintesi proteica (il consolidamento del ricordo). Una volta che il ricordo è ben "archiviato", il sistema nervoso parasimpatico entra in gioco, segnalando al corpo che "è tutto ok", riportando calma e equilibrio.
Tuttavia, non sempre questo processo fila liscio.
Quando viviamo eventi particolarmente stressanti o traumatici, il sistema rettiliano può rilasciare una quantità eccessiva di ormoni dello stress come adrenalina, cortisolo e noradrenalina. Questa "tempesta ormonale" può essere così intensa da bloccare o ostacolare il normale processo di consolidamento e archiviazione del ricordo. In questi casi, il ricordo non viene elaborato correttamente e rimane in uno stato di stasi neurobiologica.
È come se fosse un file corrotto nel nostro computer: non viene archiviato nel posto giusto e continua a creare problemi.
Questo ricordo "incastrato" può riattivarsi improvvisamente ogni volta che incontriamo un trigger (un odore, un suono, un'immagine, una situazione) che, anche inconsciamente, ci riporta a quell'evento originario.
L'Impatto sul presente: i sintomi come segnali
Un ricordo non elaborato continua a influenzare il nostro presente e il nostro futuro, condizionando le nostre reazioni, i nostri pensieri e le nostre emozioni, finché il cervello non riesce a completare la sua elaborazione. I sintomi che sperimentiamo (come ansia, attacchi di panico, incubi, flashback, difficoltà di concentrazione, depressione) non sono altro che tentativi, a volte disfunzionali, che il nostro cervello mette in atto per cercare di superare l'evento, ormai trasformatosi in un trauma. Sono segnali che qualcosa è rimasto in sospeso e ha bisogno di essere integrato.
Comprendere questo meccanismo è il primo passo per affrontare e superare le difficoltà legate a esperienze passate non elaborate.
A questo punto, potresti chiederti: se i ricordi non elaborati possono intrappolarci in un ciclo di sofferenza, c'è un modo per "sbloccarli" e permettere al cervello di completare il suo processo di guarigione? La risposta è sì, e si chiama EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
L'EMDR è una terapia innovativa e scientificamente validata che agisce proprio su quei meccanismi che abbiamo appena esplorato: facilita la rielaborazione dei ricordi traumatici o disturbanti che sono rimasti "congelati" nella nostra mente, liberandoti dal loro impatto negativo sul presente.

Ricordi come abbiamo parlato del processo di archiviazione dei ricordi che a volte si blocca a causa di un eccesso di stress ormonale? L'EMDR interviene proprio qui.
Utilizzando la stimolazione bilaterale (spesso movimenti oculari, ma anche tapping o suoni alternati), l'EMDR sembra riattivare il sistema di elaborazione naturale del cervello. È come se offrissimo al cervello un "aiuto" per sbloccare le informazioni, permettendogli di riprendere la sua "digestione" dell'evento.
Cosa succede dopo?
Man mano che il ricordo viene rielaborato, noterai che l'intensità emotiva associata diminuirà. Le sensazioni fisiche spiacevoli si attenueranno, e i pensieri negativi legati all'esperienza si trasformeranno in conclusioni più positive e adattive. L'obiettivo non è cancellare il ricordo, ma piuttosto liberarlo dal suo potere disturbante, permettendoti di guardarlo da una nuova prospettiva, senza più quel carico emotivo che ti impediva di andare avanti.

Per chi è indicato l'EMDR?
L'EMDR è particolarmente efficace per:
· Traumi singoli: incidenti, lutti improvvisi, eventi naturali disastrosi, aggressioni.
· Traumi complessi: esperienze prolungate di abuso, negligenza, relazioni disfunzionali.
· Disturbi d'ansia: attacchi di panico, fobie, ansia generalizzata.
· Depressione
· Disturbi del sonno
· Dolore cronico
· E molte altre problematiche in cui il disagio deriva da esperienze passate non elaborate.
Se senti che l'EMDR potrebbe essere la strada giusta per te, o se semplicemente desideri saperne di più, non esitare a contattarmi. Ma ricorda: l’EMDR non è alla portata di tutti, ma solo di terapeuti specializzati poiché segue un protocollo ben preciso ed è conseguente a una formazione complessa e specifica. Sono qui per rispondere alle tue domande e valutare insieme il percorso più adatto alle tue esigenze.
Dott. Arcangelo Tavarilli
Psicologo Clinico - 3282432181
email: arcangelotavapsi@libero.it




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